
Ore 11.53 – Secondo i dati diffusi dal Consejo Regulador del Tequila relativi al primo semestre del 2026, l’Italia consolida la sua posizione nel mercato globale del distillato messicano. Nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 giugno 2026, la penisola ha acquisito 2.259.071 litri, registrando un incremento del 25,58% rispetto ai 1.798.888 litri dello stesso periodo del 2025. Il risultato permette al Bel Paese di raggiungere il 6º posto nella classifica mondiale degli importatori, superando la Francia e posizionandosi a ridosso della Germania.
Il dato si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da una flessione del mercato di riferimento. Gli Stati Uniti, pur mantenendo saldamente il primo posto con 153.478.525 litri, hanno segnato un calo dell’11,23%. Seguono a distanza la Spagna con 3.516.983 litri (+4%), il Canada con 2.805.529 (-8%), il Regno Unito con 2.544.833 (-9%) e la Germania con 2.382.602 (-9%).
L’elemento che maggiormente distingue le importazioni italiane è l’elevata incidenza dei prodotti di alta gamma. Dei 2,3 milioni di litri complessivi arrivati in Italia nel primo semestre, ben 1,9 milioni appartengono alla tipologia «100% agave», pari all’84,5% del totale. Si tratta di una quota nettamente superiore rispetto a quella registrata negli altri principali mercati europei: in Spagna il prodotto «100% agave» rappresenta solo il 12,8% delle importazioni, in Germania il 14,3% e in Francia il 15,5%.
Questi numeri confermano una tendenza strutturale del mercato nazionale, sempre più orientato verso le fasce alte. Nonostante i volumi complessivi siano inferiori rispetto a quelli dei Paesi al vertice, l’Italia si afferma come il principale mercato europeo per il consumo di tequila di qualità superiore, dimostrando un crescente interesse dei consumatori per le produzioni pure e certificate.

Foto: absolutdrinks.com – Tabella: Puntodincontro su dati del Consejo Regulador del Tequila











