
Ore 05.33 – L’Italia ha riconsegnato al Messico 27 beni archeologici di inestimabile valore, recuperati dai Carabinieri nell’ambito di diverse indagini condotte sul territorio nazionale. La cerimonia ufficiale si è tenuta la mattina del 16 luglio nella sede dell’Ambasciata del Paese latinoamericano a Roma. Il comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), generale di brigata Antonio Petti, ha affidato gli antichi manufatti all’ambasciatore Genaro Lozano, alla presenza della direttrice dell’Istituto Culturale messicano “Tina Modotti”, Mónica de la Mora Kuri.
Le operazioni di sequestro sono state portate a termine dai nuclei dell’Arma di Roma, Monza, Firenze e Ancona, con il coordinamento delle Procure di Milano, Firenze, Brescia, Monza, Venezia e Ancona. Sottoposti a studi tecnici per certificarne l’autenticità, i pezzi recuperati coprono un vasto arco temporale e sono originari di diverse aree del Messico.
Tra gli oggetti sottratti al mercato illecito figurano miniature fittili, statuette antropomorfe in terracotta, testine teotihuacane, fossili del periodo Cretaceo superiore e piccoli vasi in ceramica. L’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) messicano li ha classificati come monumenti storici mobili di proprietà statale, rigorosamente tutelati dalla legge federale. Il loro valore economico complessivo ammonta ad alcune decine di migliaia di euro, in virtù della loro elevata importanza scientifica e culturale.
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