L’Associazione Italiana di Assistenza in Messico

Ore 17:38 – Nel corso della seduta del Comites di giovedì 2 settembre è stata analizzata dai consiglieri presenti la richiesta di un contributo di 20.000 euro inviata dall’Associazione Italiana di Assistenza I.A.P. (AIA) al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l’ufficio consolare dell’Ambasciata d’Italia in Messico.

L’opinione del Comites sulle richieste di contributo emesse dagli enti gestori è obbligatoria, ma non vincolante per il governo italiano.

Durante la seduta, Regina Casalini, presidente onoraria dell’AIA, ha illustrato alcune caratteristiche dell’operazione dell’associazione, istituita nei primi anni del XX secolo, commentando in apertura la situazione provocata dalla pandemia da Covid-19.

«Il numero dei servizi assistenziali portati a termine dall’AIA è raddoppiato dall’inizio della pandemia e le cifre corrispondenti ad agosto 2021 indicano che siamo ancora sugli stessi livelli dell’anno scorso, per cui continuiamo ad operare con un carico di lavoro molto più elevato rispetto al 2019 e agli anni precedenti».

«La pandemia ha colpito [finanziariamente, ndr] molti italiani e i loro parenti e discendenti in Messico, per cui le richieste ricevute sono notevolmente aumentate».

«Senza il supporto dell’Ambasciata, non avremmo potuto far fronte a questa situazione, in quanto negli ultimi 19 mesi il nostro reddito ha risentito significativamente dell’impossibilità di realizzare le manifestazioni di raccolta fondi che in precedenza costituivano una delle principali fonti di finanziamento».

«Abbiamo ancora qualche speranza di poter realizzare il tradizionale Mercatino di Natale alla fine del 2021, ma le ultime cifre relative ai contagi, ai ricoveri e alle vittime non lasciano intravedere un futuro molto roseo».

Su richiesta del tesoriere Alberto Dose e con lo scopo di diffondere informazioni alla comunità italiana in Messico sulle funzioni e le attività dell’AIA, Casalini ha spiegato: «L’AIA opera secondo un modello di intervento che prevede dei punti ben definiti».

«Il primo di questi è quello dell’assistenza generale, che oltre a vari servizi, provvede ad una dispensa mensile che consegnamo tramite una tessera valida nei supermercati, in quanto l’AIA non può offrire sussidi in contanti. La marca che utilizziamo è Edenred, ma ce ne sono diverse».

«Tutte le attività devono essere documentate con fatture, la nostra contabilità è completamente trasparente e siamo supervisionati dalla Junta de Asistencia Privada (JAP), l’ente del governo della capitale che controlla e sostiene le attività svolte dalle 400 istituzioni ​​di assistenza privata di Città del Messico, tra le quali l’AIA ha il numero di iscrizione 36. La JAP mensilmente riceve tutti i nostri resoconti».

«Il secondo punto è quello della salute. Aiutiamo con medicine e orientado i nostri assistiti nell’ambito dell’assistenza sanitaria. Offriamo inoltre laboratori di psicologia, che possono essere individuali o di gruppo, e che durante la pandemia sono stati molto importanti, perché tutti abbiamo risentito del confinamento obbligatorio».

«Il terzo punto del nostro modello di intervento è lo sviluppo tra i nostri assistiti di capacità specifiche volte alla realizzazione di un mestiere, dato che molti di loro non hanno la possibilità di integrarsi nel mondo del lavoro».

«Il quarto ed ultimo punto è connesso con i posti disponibili nel Cimitero italiano, gestito dall’AIA dalla fine del secolo scorso e situato all’interno del Panteón de Dolores di Città del Messico».

«I candidati ad essere assistiti dall’AIA sono i cittadini italiani residenti in Messico, assieme ai loro familiari e discendenti anche non in possesso di cittadinanza, mentre l’appoggio offerto dall’Ambasciata d’Italia in Messico si rivolge ai connazionali», ha concluso.