De Lucchi all’IIC di Città del Messico: «Siamo tutti designer»

Ore 13.58 – Michele De Lucchi, ospite d’onore dell’edizione 2021 dell’Italian Design Day in Messico, è da sempre attento ai temi della sostenibilità. Nei giorni che trascorrerà nel Paese latinoamericano sarà protagonista di una serie di conferenze e laboratori presso la facoltà di Design dell’UNAM, il TEC di Monterrey Campus Città del Messico e di una masterclass all’Universidad Anáhuac, dove parlerà della celeberrima lampada Tolomeo, creata nel 1987 e che —due anni dopo— lo portò a conquistare il suo primo Compasso d’Oro (gli altri due li ha vinti negli anni Novanta), il più antico e prestigioso premio di disegno industriale al mondo.

«Ho l’impressione che si pensa che il design è una cosa dei designers», ha detto il pluripremiato architetto ferrarese mercoledì sera all’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Coyoacán, «ma, come han detto bene quelli che hanno parlato prima di me, il design è molto più vasto e ci riguarda da vicino, anzi, voglio dirvi che siamo tutti designer. Per lo meno, siamo tutti designer di noi stessi: scegliamo come pettinarci, che occhiali mettere, come vestirci, cosa mangiare… tutte queste sono attività di design. Io mi sono lasciato crescere la barba e altri se la sono tagliata, ma quello che è importante è pensare che non si tratta di qualcosa che riguarda gli altri e che noi, volontariamemnte, consciamente o inconsciamente, facciamo sempre in tutti i momenti della nostra vita».

«Ci sono anche gli specialisti» —ha aggiunto De Lucchi— «ma come designer io disegno i prodotti, gli oggetti, gli abbinamenti, gli arredamenti, gli edifici, le abitazioni e le città. Abbinare oggetti è un attività che facciamo tutti, soprattutto a casa, che è il palcoscenico della nostra vita e scegliamo i suoi contenuti pensando a come recitare il personaggio protagonista ideale».

«Quindi, tutti progettiamo il nostro futuro. Questo è particolarmente importante oggi che viviamo un momento di grande trasformazione. La sostenibilità non è un tema di moda passeggero e possiamo risolverlo se tutti cerchiamo di progettare un mondo migliore. Il messaggio è questo: siamo tutti designer di un mondo migliore e il successo del design italiano deriva dall’idea felice che abbiamo della vita, che è uguale all’idea felice della vita in Messico. Il messaggio del design italiano deve diventare il messaggio del design del Messico, perché l’idea di futuro sia un po’ meno buia di quella che abbiamo in testa», ha concluso.