A gennaio verrà eletto il nuovo presidente della Repubblica italiana

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Ore 11.20 – Il mandato di presidente della Repubblica di Sergio Mattarella scade il 3 febbraio del 2022. Il capo dello Stato in carica è stato eletto il 31 gennaio del 2015 al quarto scrutinio con 665 voti, ma i sette anni di incarico previsti dalla Costituzione scattano dal giorno del giuramento davanti al Parlamento riunito in seduta comune.

L’articolo 85 della Costituzione della Repubblica Italiana indica che «Trenta giorni prima che scada il termine, il presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica».

Il prossimo 4 gennaio, dunque, partirà la procedura per arrivare all’elezione del successore di Mattarella. Le votazioni si terranno nell’aula di Palazzo Montecitorio e a presiedere è chiamato il presidente della Camera Roberto Fico con accanto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Requisiti per l’elezione

La Costituzione, all’articolo 84, indica che «può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici», chiarendo, inoltre, che «L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica».

Chi elegge il presidente della Repubblica

Il titolare della prima carica dello Stato italiano viene eletto dal Parlamento in seduta comune —cioè dai 630 deputati e dai 320 senatori— e da 58 delegati scelti dai Consigli regionali. Ogni Regione nomina tre elettori, due della maggioranza e uno dell’opposizione, mentre la Valle d’Aosta ne nomina solo uno.

I quorum

L’elezione del capo dello Stato si svolge a scrutinio segreto. Nelle prime tre votazioni serve il quorum qualificato dei due terzi del Parlamento in seduta comune, cioè 672 elettori su 1008. Dal quarto scrutinio è prevista la soglia della maggioranza assoluta: 505 elettori su 1008. I presidenti della Camera e del Senato non partecipano al voto.

Le attribuzioni del presidente della Repubblica

In ambito politico, i poteri più vistosi del capo dello Stato entrano in scena quando il governo arriva alle dimissioni. A quel punto il Quirinale apre le consultazioni, raccoglie i pareri dei presidenti di Camera e Senato, conferisce l’incarico al presidente del Consiglio e lo invia alle Camere per ottenere la fiducia. In caso di fallimento, il presidente della Repubblica scioglie le Camere e indice le elezioni. Le altre attribuzioni riguardano la rappresentanza esterna, alcune funzioni parlamentari, interventi in ambito legislativo e normativo, oltre ad attività rivolte all’attuazione della norma giuridica, alla funzione esecutiva e all’indirizzo politico.