La rappresentanza degli italiani all’estero è in crisi

La rappresentanza degli italiani all'estero è in crisi

Ore 12:59 – Le deputate del Partito Democratico elette nella circoscrizione Estero Francesca La Marca (Ripartizione Nord-Centro America) ed Angela Schirò (Ripartizione Europa), hanno diffuso oggi un comunicato che si riferisce alla «crisi della rappresentanza degli italiani all’estero», resa evidente in occasione delle recenti elezioni per il rinnovo dei Comites dalla bassissima partecipazione alle iscrizioni nelle liste elettorali e poi al voto.

Data l’importanza dell’argomento, riproduciamo integralmente il loro comunicato:

Le elettrici e gli elettori, sia pure in un quadro di forte problematicità e di evidenti segni in chiaroscuro, si sono pronunciati e, dunque, i COMITES, questi necessari strumenti di partecipazione e di autogoverno delle nostre comunità, tra non molto saranno in condizione di strutturarsi e di avviare una nuova consiliatura.

Un doveroso e sincero ringraziamento va a coloro che in essi e per essi hanno lavorato volontariamente finora, a quanti hanno dato il loro impegno per garantire le operazioni elettorali e a coloro che comunque si sono spesi per favorire prima l’iscrizione nelle liste degli elettori e poi l’espressione del voto.

Un augurio di buon lavoro va alle elette e agli eletti, a tutti, senza distinzione di orientamento culturale e politico, che dovranno agire per il bene comune, al di fuori di ogni logica di parte. Tra di loro, vi sono persone di valore, che conosciamo direttamente, e che ci danno ogni garanzia di potere essere un valore aggiunto della rappresentanza dei nostri connazionali.

Non possiamo tacere, tuttavia, che i dati prima sulle iscrizioni nelle liste elettorali e poi sulla reale partecipazione al voto sono drammaticamente bassi. Ancora una volta, poi, le alte percentuali di voti nulli hanno confermato la necessità di rivedere e semplificare le procedure che continuano a produrre esclusione e un vero e proprio spreco di espressione democratica.

Tutte le previsioni più pessimistiche, legate alle difficoltà di svolgere le elezioni in persistente pandemia, di superare le difficoltà tecniche per iscriversi, di avere fatto una campagna informativa alla prova dei fatti inadeguata, di non avere seriamente tentato quando c’era il tempo una riforma di questi organismi, di non essersi concentrati sull’eliminazione della diabolica opzione inversa, e così via, hanno trovato purtroppo conferma. Su molti di punti il nostro gruppo e noi stesse abbiamo presentato disegni di legge di riforma, ma —si sa— per arrivare a una riforma normativa ci vuole un largo accordo trasversale di gruppi parlamentari e governo che non si è finora concretizzato.

Non sarebbe leale, tuttavia, fermarsi a queste cose risapute. C’è un evidente crisi della rappresentanza che si è concretizzata nel taglio dei parlamentari, nelle difficoltà del CGIE di trovare ascolto nel Governo e nei gruppi parlamentari, nel distacco dei COMITES dall’opinione dei connazionali, nella difficoltà di strati ampi di nuovi emigrati di vedere nelle istanze tradizionali interlocutori credibili e utili, nell’incomprensibile fermo della Commissione bicamerale dopo l’approvazione all’unanimità alla Camera.

La cosa da evitare veramente è quella scaricarsi ognuno delle proprie responsabilità e cercare di addossarle ad altri, trascurando l’esigenza di un confronto ampio e realistico.

Apriamo una discussione onesta e aperta sulle prospettive della rappresentanza degli italiani all’estero e, nello stesso tempo, parlino tutti con chiarezza sul destino che si vuol dare a questo necessario strumento di democrazia.

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