25 aprile, ecco perché si celebra la Festa della Liberazione

25 aprile, ecco perché si celebra la Festa della Liberazione

Ore 05.07 – Oggi per l’Italia è un giorno di festività. Il 25 aprile cade la ricorrenza della Festa della Liberazione, un’occasione per ricordare e celebrare l’insurrezione in tutto il territorio nazionale contro il nazifascismo.

Vediamo nei dettagli perché si celebra questa data.

I partigiani

Il 3 settembre 1943, il generale Giuseppe Castellano, a nome dell’Italia, firmò a Cassabile —nei pressi di Siracusa— la resa incondizionata agli Alleati. Tale atto sancì il disimpegno dall’alleanza con la Germania nazista di Adolf Hitler. La stipula rimase segreta per cinque giorni, nel rispetto di una clausola che prevedeva che entrasse in vigore dal momento del suo annuncio pubblico. Il pomeriggio dell’8 settembre 1943 alle ore 17.30 (le 18.30 in Italia), Radio Algeri trasmise il proclama in lingua inglese per bocca del generale statunitense Dwight Eisenhower. Alle 19.42 italiane l’annuncio —trasmesso dai microfoni dell’EIAR— giunse dal primo ministro Badoglio, a capo del governo dopo la destituzione di Mussolini il 25 luglio. A partire da quel momento, in tutto il Paese si cominciarono a costituire le prime bande dei partigiani, un movimento politico e militare che si univa con lo scopo di liberare l’Italia da dominio fascista e dall’occupazione nazista.

Il Comitato di Liberazione Nazionale

Formatosi a Roma il 9 settembre 1943, il Comitato di Liberazione Nazionale (abbreviato in CLN) fu un’organizzazione politica e militare costituita da elementi dei principali partiti e movimenti del Paese allo scopo di opporsi al fascismo e all’occupazione nazista in Italia.

Il CLN coordinò e diresse la resistenza italiana e si suddivise in Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), con sede a Milano, ed il Comitato Centrale di Liberazione Nazionale (CCLN), con sede a Roma.

Cosa successe il 25 aprile

Nella tarda mattinata del 25 aprile 1945 a Milano il CLNAI ordinò l’insurrezione. Il giorno dopo cominciò lo sciopero generale e gli operai occuparono le fabbriche. La sollevazione dilagò rapidamente nelle zone periferiche, dalle quali le squadre cittadine fecero pressione verso il centro della città. La sera del 26 la Guardia di finanza, da tempo in collegamento col CLNAI, occupò in nome di questo il palazzo della prefettura, mentre cominciavano ad affluire a Milano le divisioni partigiane provenienti dall’Oltrepò pavese. Nei giorni successivi furono sopraffatte le resistenze fasciste e tedesche nel centro cittadino. Le truppe statunitense arrivarono il 30 aprile, quando già i partigiani avevano liberato anche le principali città della Lombardia.

La Liberazione

Il 25 aprile è dunque ricordato in Italia come il giorno della Liberazione, di cui appunto si celebra la festa. Fu proprio in questa data che Benito Mussolini, visti gli attacchi dei partigiani in tutto il Paese, cercò di fuggire. Il Duce venne però catturato e fu giustiziato il 28 aprile con Claretta Petacci.

Da quando il 25 aprile è festa nazionale

A guerra conclusa, un decreto legislativo del governo italiano provvisorio, datato 22 aprile 1946, dichiarò “festa nazionale” il 25 aprile, limitatamente all’anno 1946. Fu allora che, per la prima volta, si decise convenzionalmente di fissare la data della Liberazione al 25 aprile, giorno della liberazione di Milano e Torino. La scelta venne fissata in modo definitivo con la legge n. 260 del maggio 1949, presentata da Alcide De Gasperi in Senato nel settembre 1948, che stabilì che il 25 aprile sarebbe stato un giorno festivo, come le domeniche, il primo maggio o il giorno di Natale, in quanto “anniversario della liberazione”.

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