Il mercato dei peperoni in Messico e in Italia

Il mercato dei peperoni in Messico e in Italia

Ore 16.53 – Il Messico è di gran lunga il maggior esportatore di peperoni del pianeta. Secondo le statistiche, nel 2020 il Paese ha fornito ai diversi mercati del mondo 1.138.288 tonnellate di peperoncini, peperoni piccanti e peperoni (verdi), concentrando il 28,4% del volume totale di peperoni scambiati sul mercato globale.

Negli ultimi anni l’industria di questo ortaggio ha sperimentato un notevole boom in Nord America grazie all’aumento della domanda da parte del suo principale cliente, gli Stati Uniti, e allo sviluppo dell’agricoltura protetta, che ha permesso non solo una maggiore efficienza e controllo della produzione, ma anche la possibilità di offrire un prodotto fresco e di qualità durante tutto l’anno; attualmente, infatti, quasi il 50% della produzione del paese è realizzata in agricoltura protetta. In particolare, secondo i dati condivisi dall’USDA, le importazioni dal Messico hanno rappresentato il 77% del volume totale di verdure fresche importate dal mercato statunitense nel 2020.

Nonostante le sue dimensioni, i risultati più recenti mostrano che il settore dei peperoni in Messico ha ancora un interessante margine di crescita. Nel periodo da gennaio a novembre 2021 il valore delle esportazioni di peperoni freschi ha registrato una nuova crescita su base annua del 5,4%, per un totale di 1,366 miliardi di dollari.

«Siamo assolutamente certi che sia possibile espandere i mercati e i volumi. Dobbiamo tenere presente che, a causa della vicinanza, le aziende agroindustriali del Messico guardano sempre al nord, che è il nostro mercato naturale, ma stiamo iniziando a volgere lo sguardo verso altri luoghi, poiché siamo pienamente consapevoli che ci sono ottime opportunità per commercializzare i nostri prodotti in altri mercati, dato che la qualità del peperone e del peperoncino messicano è fuori discussione», ha spiegato a FreshPlaza —portale leader per il settore ortofrutticolo— un importante produttore ed esportatore dello Stato di Jalisco.

«Un esempio interessante è il Regno Unito che, dopo l’uscita dall’Ue, si trova in un buon momento per aprire il mercato a causa delle difficoltà generate dalla Brexit nel commercio con i Paesi dell’Unione, che era il suo principale fornitore di prodotti alimentari freschi. Ma non escludiamo anche mercati più lontani, come gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, ecc… Sono nazioni che siamo sicuri che prima o poi saranno destinazioni regolari per i nostri prodotti».

Tuttavia, gli Stati Uniti sono destinati a continuare a essere il cliente principale e più grande del Paese. La relazione commerciale del settore ortofrutticolo messicano con gli Usa si è fortemente consolidata dopo decenni di stretta attività bilaterale e di crescita comune, anche se l’industria ha vissuto una situazione agrodolce nel 2021, quando diversi suoi prodotti di esportazione sono stati identificati e indagati dalla United States International Trade Commission per il loro possibile effetto sulla produzione nazionale.

«Siamo fiduciosi che non ci saranno problemi in questo senso. Sia gli Stati Uniti che il Canada hanno un deficit di approvvigionamento di alcuni prodotti, come nel caso del peperone, che è coperto dal produttore messicano, e noi, come produttori messicani, siamo soggetti a regolamentazioni attraverso certificazioni, che garantiscono la qualità e la sicurezza del prodotto».

«In tutti e tre i Paesi lavoriamo con le stesse regole e completiamo il fabbisogno che non può essere coperto con la produzione interna. La vendita dei nostri prodotti non influisce sui colleghi statunitensi o canadesi, poiché forniamo richieste che loro non possono soddisfare con l’attuale produzione».

Italia

Il mercato dei peperoni in Italia sta conoscendo una ripresa dei prezzi. Per ora, su scala nazionale, i mercati assorbono prodotto italiano, anche se si nota la presenza di peperoni olandesi, pari al 10%.

Un grossista di un importante centro agroalimentare del nord d’Italia afferma che, dopo alcune settimane di mercato poco recettivo, dal 16 agosto in avanti vi è stata ripresa della richiesta. I peperoni lunghi, gialli o rossi, coltivati in Italia e lavorati in cassette monostrato, hanno raggiunto i 2,60 euro/kg con una media di 2,30 euro /kg. Più basse le quotazioni per i peperoni quadrati provenienti dai Paesi Bassi: sia gialli che rossi sono stati pagati all’ingrosso attorno a 1,80 euro/kg.

Una menzione a parte meritano i friggitelli, tipici peperoni coltivati nel sud d’Italia, ma venduti in tutta il Bel Paese: i prezzi si sono attestati fra 2 e 2,50 euro/kg.

In Campania, la domanda supera l’offerta. Buona la richiesta e le quotazioni che, a parità di periodo dello scorso anno, risultano essere nettamente superiori.

ENIT - Agenzia Nazionale del Turismo
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