La Commissione di Venezia e la proposta di riforma elettorale messicana

La Commissione di Venezia e la proposta di riforma elettorale messicana

Ore 11.31 – La Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto —nota come Commissione di Venezia e composta da esperti indipendenti di 61 nazioni— ha inviato il 24 ottobre al presidente dell’Istituto nazionale elettorale messicano (INE), Lorenzo Córdova Vianello, il parere che ha emesso sulle varie proposte di riforme politico-elettorali attualmente in discussione nel Paese latinoamericano.

La Commissione di Venezia, dal nome della città in cui si riunisce, è un organo consultivo del Consiglio d’Europa. Ne fanno parte soggetti indipendenti provenienti da diverse nazioni, esperti in diritto costituzionale. Le sedute dell’organismo si svolgono presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista, situata in Calle della Laca.

Il parere inviato è stato richiesto dal presidente dell’INE in base allo Statuto della Commissione, che autorizza gli organi dei Paesi membri —come è il caso del Messico— a svolgere questo tipo di consultazioni. L’autorità elettorale messicana aveva già chiesto pareri simili in passato e, dal 2019, ha firmato un Protocollo d’intesa con questo organismo che le ha permesso di collaborare istituzionalmente in diversi ambiti.

Il 28 giugno Córdova ha chiesto alla Commissione un parere su vari aspetti delle iniziative di riforma in materia politico-elettorale che sono state promosse dinanzi alle Camere del Congresso in questi mesi e che sono in discussione in sede legislativa.

La Commissione di Venezia ha risposto alla consultazione e ha nominato un gruppo di lavoro composto da quattro specialisti: Paloma Biglino Campos (Spagna), Srdjan Darmanovic (Montenegro), Michael Frendo (Malta) e Oliver Kask (Estonia). Tre membri di questo gruppo hanno visitato il Messico tra il 21 e il 23 settembre di quest’anno per incontrare vari attori politici —tra cui dirigenti del partito al governo e dell’opposizione— e istituzioni, nonché specialisti in questioni elettorali, allo scopo di sostanziare il progetto base del documento.

Il parere è stato approvato dalla Commissione di Venezia nel corso della sessione plenaria di venerdì 21 ottobre (in cui sono intervenuti il ​​presidente dell’INE e funzionari del Ministero degli Affari Esteri del governo federale messicano) ed è stato pubblicato il 24 ottobre, insieme ad altri documenti, sul sito web del Consiglio d’Europa.

Il documento è stato inviato lo stesso giorno da Córdova a varie autorità dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario del Messico, nonché ai leader nazionali dei partiti politici, con l’obiettivo di condividere le risoluzioni di questo gruppo di esperti come ulteriore contributo nelle deliberazioni di un tema trascendentale per la democrazia messicana.

Al paragrafo numero 68 del documento, la Commissione afferma che:

a. Le proposte di riforma della Costituzione non forniscono sufficienti garanzie di indipendenza e imparzialità dell’Instituto Nacional de Elecciones y Consultas (INEC) e dei magistrati del Tribunale elettorale.

b. La procedura proposta per l’elezione diretta dei Consiglieri dell’INEC e dei magistrati del Tribunale dovrebbe essere riconsiderata in quanto non conforme agli standard internazionali e alle migliori pratiche in materia, che prescrivono una rappresentanza equilibrata delle diverse forze politiche negli organi di gestione elettorale (costituiti in modo rigorosamente proporzionale). I membri di tali organismi devono essere imparziali e professionalmente competenti e pertanto non dovrebbero essere in campagna presentandosi come candidati alle elezioni dirette.

c. La creazione di un INEC altamente centralizzato dovrebbe essere riconsiderata poiché:

i) un accentramento oneroso e complesso può compromettere il funzionamento imparziale e indipendente dell’amministrazione elettorale ai diversi livelli della Federazione;

ii) qualora il sistema elettorale venisse trasformato in un sistema proporzionale con 32 circoscrizioni, tenendo conto dei poteri proposti dall’INEC, la sua capacità di intervento nel processo di formazione delle liste da parte dei partiti politici sarebbe molto limitata;

iii) l’eliminazione degli organi di gestione elettorale di livello inferiore e la creazione di strutture ad hoc con personale temporaneo avrebbero un impatto negativo sulla qualità delle elezioni ai diversi livelli.

d. La concentrazione del processo di denunce e ricorsi nelle mani di un tribunale elettorale nazionale potrebbe essere problematica alla luce della struttura federale dello Stato messicano e creerebbe un onere potenzialmente molto elevato, poiché detto tribunale elettorale nazionale dovrebbe occuparsi di tutti le denunce, le elezioni e i ricorsi in primo grado. Le corrispondenti disposizioni dell’iniziativa dovrebbero essere riviste.

Patronato ITAL Messico