
Ore 07.33 – (ANSA) L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Messico rappresenta un ulteriore duro colpo per il comparto apistico. Lo fa sapere l’organizzazione di Miele in Cooperativa (MiC), precisando che l’intesa prevede l’ingresso nel mercato europeo di 35mila quintali di miele esenti da dazi.
Quantità che, sottolinea MiC, si somma agli effetti degli accordi con l’Ucraina e del Mercosur, aggravando la situazione critica per gli apicoltori europei.
«Lo denunciamo da tempo» —afferma il segretario generale di MiC, Riccardo Terriaca— «l’apicoltura è ormai il settore sacrificato sul’altare di interessi economici ritenuti più rilevanti, scelta in evidente contraddizione con il riconoscimento del ruolo essenziale delle api e degli apicoltori per la tutela della biodiversità e delle produzioni agroalimentari».
Per l’organizzazione, ha concluso Terriaca, «sono indifferibili misure di compensazione e di tutela del settore, in grado di proteggere gli apicoltori dalla concorrenza sleale e dalle adulterazioni del miele. La crisi del comparto non è più una prospettiva futura, ma una realtà con cui occorre fare i conti oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi».
Il Messico si colloca tra i primi 10 produttori di miele al mondo su 115 Paesi. L’Atlante Nazionale delle Api e dei Prodotti Apicoli, pubblicato dall’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia (Inegi), specifica che nel Paese esistono 45 specie di api produttrici di miele, riconosciute a livello nazionale e internazionale per la loro qualità e sicurezza. Il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale promuove pratiche sostenibili che proteggano le specie e aprano mercati a maggior valore aggiunto per il miele messicano.
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