«L’Italia detiene il primato nei prodotti a denominazione di origine»

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Ore 10.53 – Il ministro italiano degli Esteri, Luigi Di Maio, ha pronunciato oggi un discorso per lanciare la sesta edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo, che prenderà ufficialmente il via in tutto il mondo il 22 novembre.

«Tra pochi giorni» —ha detto— «il 22 novembre, prenderà il via la sesta edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Si rinnova così un appuntamento tra i più attesi ed apprezzati del panorama delle iniziative organizzate dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale per la promozione integrata dell’Italia».

«Dal 2016, grazie all’impegno della nostra rete diplomatico-consolare e degli istituti italiani di cultura, la Settimana ha portato nel mondo il meglio della produzione agroindustriale e delle tradizioni enogastronomiche italiane, ospitando nella sua cornice iniziative di sostegno alle esportazioni, alle imprese di settore e all’attrazione turistica sui territori».

«Il tema scelto per questa edizione è “Tradizione e prospettive della cucina italiana: consapevolezza e valorizzazione della sostenibilità alimentare”. Vogliamo mettere così in risalto il connubio tra la promozione dell’agroalimentare italiano e la valorizzazione della dieta meditarranea, una dieta che è l’espressione di un equilibrio tra alimentazione e uno stile di vita sano e sostenibile, riconosciuta da undici anni come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La cucina italiana esprime cultura, ricerca, innovazione, formazione, identità dei territori e biodiversità. Promuoverla nel mondo è una priorità della diplomazia economica della Farnesina».

«L’agroalimentare in Italia, secondo i dati del 2020, vale 208 miliardi di euro, pari al 12,6% del Pil. Si tratta della prima filiera della nostra economia, al cui valore aggiunto contribuisce per oltre il 4%, circa 64 miliardi di euro. Impiega poco meno di un milione e mezzo di persone, il 6% del totale degli occupati. Nei primi sette mesi del 2021 le esportazioni italiane in questo settore sono aumentate del 10% rispetto allo stesso periodo del 2020, sfiorando i 21 miliardi di euro. Le sole esportazioni vinicole sono cresciute del 14,5% e valgono quasi 4 miliardi di euro».

«L’Italia vanta il primato nei prodotti a denominazione di origine e indicazione geografica, 315 cibi tra Dop, Igp e Stg e 526 vini tra Docg, Doc e Igp. La loro promozione sui mercati internazionali costituisce un traino indispensabile per il Made in Italy».

«Con il trasferimento al ministero degli Affari esteri delle competenze in materia di internazionalizzazione delle imprese italiane e di sostegno alle esportazioni, abbiamo ridisegnato la strategia di accompagnamento di questi processi. A partire dallo scorso anno con l’adozione del patto per le esportazioni, che abbiamo messo a punto con il coinvolgimento di più di 140 associazioni di categoria, sono stati stanziati ben 5,4 miliardi di euro per rilanciare la competitività internazionale delle nostre imprese, puntando su transizione digitale, rafforzamento del capitale umano e crescita tecnologica. Siamo sulla strada giusta: con circa 332 miliardi di euro, il valore delle nostre esportazioni nei primi otto mesi di quest’anno ha segnato un nuovo record dopo quello registrato nello stesso periodo del 2019, 316 miliardi. Ora possiamo puntare con fiducia al traguardo dei 500 miliardi».

«Stiamo mettendo in campo tutta una serie di strumenti innovativi, tra questi per lo sviluppo del commercio elettronico ICE Agenzia, su impulso della Farnesina, ha avviato partenariati con Ali Baba, Amazon e altre piattaforme in favore dei marchi italiani. Grazie a queste iniziative migliaia di aziende italiane sono oggi online e molte altre se ne aggiungeranno presto».

«Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo rifinanziato di 1 miliardo e duecento milioni di euro il fondo 394/81 gestito da Simest a sostegno delle imprese che operano sui mercati esteri. Il nostro biettivo è rendere strutturali questi provvedimenti, ed è per questo che il disegno di legge di bilancio per il 2022 prevede il rifinanziamento di questi fondi e il fondo per la promozione integrata per un importo, rispettivamente, di un miliardo e mezzo all’anno e di 150 milioni di euro all’anno fino al 2026».