La ricerca del tartufo in Italia candidata a patrimonio dell’umanità

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Ore 10.49 – Gli esperti dell’Unesco hanno espresso parere positivo alla candidatura della ricerca del tartufo in Italia all’elenco dei patrimoni dell’umanità.

La notizia, pubblicata sul sito dell’organizzazione internazionale che fa capo all’Onu, include anche una serie di immagini dei momenti della ricerca del pregiato tubero.

La decisione finale è attesa tra il 13 e il 18 dicembre, a conclusione di una procedura formalmente presentata dal Bel Paese nel mese di marzo 2020.

La “Cava e cerca del tartufo” —denominazione ufficiale della proposta— è una pratica complessa, regolata da una legge emanata nel 1985 per impedire che le attività vengano effettuate in modo da arrecare danno al terreno. La ricerca di questi funghi richiede esperienza e costanza e normalmente si svolge con l’ausilio di un cane, il cui olfatto —basato su una mucosa di 120 cm quadrati, di gran lunga superiore ai 3 cm² di quella dell’uomo— risulta indispensabile nella loro individuazione.

Parlare di tartufi significa raccontare un patrimonio che da secoli caratterizza la vita rurale di ampie porzioni del territorio dello Stivale.

«La pratica» —si legge nel documento che supporta la candidatura— «riunisce cognizioni vaste, incentrate sulla profonda conoscenza dell’ambiente naturale e dell’ecosistema ed enfatizza, inoltre, il rapporto tra uomo e animale, riunendo le abilità del tartufaio e quelle del suo cane. Si tratta di una tradizione secolare, tramandata attraverso storie, aneddoti, pratiche e proverbi che narrano un sapere che riunisce vita rurale, tutela del territorio e alta cucina».

Tagliolini al tartufo bianco d’Alba

Coldiretti —la maggiore associazione di rappresentanza dell’agricoltura italiana— ha diffuso un comunicato in cui afferma che questa candidatura è un passo importante per difendere un’attivita commerciale il cui valore stimato è di circa mezzo miliardo di euro.

L’annuncio giunge in un momento in cui le condizioni climatiche hanno fatto schizzare il prezzo medio del tartufo bianco a 450 euro all’etto. Il valore è determinato da fluttuazioni del mercato, ma anche da fattori strutturali, come la scarsità, il tempo necessario per la crescita e il costo dell’attrezzatura che si utilizza per la raccolta. Il Tuber magnatum Pico coinvolge in Italia circa 200.000 raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti.