PNRR, il piano dell’Italia per rilanciare l’economia

PNRR, il piano dell'Italia per rilanciare l'economia

Ore 09.11 – Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il piano preparato dall’Italia per rilanciarne l’economia dopo la pandemia di COVID-19.

Il PNRR fa parte del programma dell’Unione europea noto come Next Generation EU, un fondo da 750 miliardi di euro per la ripresa europea e noto in inglese come Recovery Fund. All’Italia sono stati assegnati 191,5 miliardi (70 in sovvenzioni a fondo perduto e 121 in prestiti).

Il PNRR prevede complessivamente la realizzazione di 226 misure suddivise tra riforme (62) e investimenti (164). Tali interventi devono essere portati a compimento rispettando una rigida tabella di marcia che prevede, per ogni misura, l’adempimento di alcune scadenze.

Le scadenze possono essere di 2 tipi: i target (traguardi) e le milestone (obiettivi). Per valutare il raggiungimento dei primi si utilizzano indicatori quantitativi, come il numero di imprese che usufruiscono di determinati incentivi o l’incremento di personale nei tribunali. Le seconde invece si caratterizzano per una componente più qualitativa e rinviano generalmente all’approvazione di atti normativi o amministrativi. Un dossier realizzato dal centro studi del parlamento, definisce le milestone come scadenze che precedono cronologicamente i target. Ciò perché generalmente le prime rappresentano delle tappe intermedie lungo il processo che porta al conseguimento dei secondi.

Il cronoprogramma del PNRR prevede il raggiungimento di milestone e target alla fine di ogni trimestre fino al 2026. La verifica sul rispetto delle scadenze da parte delle istituzioni europee, dal cui esito positivo dipende l’erogazione dei fondi, avviene invece su base semestrale.

Le misure previste dal piano richiedono il completamento di 527 scadenze in totale. Queste si suddividono in 314 milestone e 213 target. Analizzando il cronoprogramma possiamo osservare come il momento più significativo per quanto riguarda l’attuazione delle misure sia previsto per il secondo trimestre del 2026. Entro questo termine, infatti, è richiesto il completamento di 92 target e 4 milestone.

Altri momenti particolarmente intensi saranno la fine del 2023 e del 2024. Nel primo caso le scadenze totali a cui adempiere sono 63 (18 milestone e 45 target) mentre nel secondo 54 (8 milestone e 46 target). Com’è possibile osservare anche dal grafico, fino al 2023 i soggetti coinvolti saranno chiamati a dare attuazione principalmente alle milestone. Il quarto trimestre di quell’anno invece può essere considerato come un momento chiave. Da quel momento in poi infatti si passerà principalmente al raggiungimento dei target.

Un altro elemento interessante da analizzare riguarda la distribuzione delle scadenze rispetto alle missioni del piano. Il Pnrr si compone infatti di 6 missioni che individuano le macroaree di intervento. Queste poi si articolano in 16 componenti che vanno a circoscrivere maggiormente i settori in cui si inseriscono le singole misure. La missione che prevede il maggior numero di scadenze (220) è la numero 1, cioè “digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”.

Al secondo posto troviamo invece missione 2 “rivoluzione verde e transizione ecologica” con 151 scadenze. Al terzo infine la missione 4 “istruzione e ricerca” con 63 scadenze.

Le risorse europee non sono erogate tutte insieme, ma in rate semestrali. Ogni Paese, quindi, deve inviare tutte le volte una nuova richiesta per accedere a una parte dei fondi, anche se già assegnati. Per poterlo fare però deve prima aver conseguito tutti i milestone e i target previsti per il semestre precedente.

In base all'articolo 24 del regolamento Ue 2021/241 ogni Paese può inviare al massimo due richieste di contributo all'anno. Dato che il PNRR dovrà tassativamente concludersi entro il 2026, il mancato rispetto del cronoprogramma potrebbe comportare l'impossibilità di inviare le domande in tempo, con il rischio di perdere una parte delle risorse, specie alla conclusione di questo arco temporale. Il rispetto delle scadenze però non è semplice da conseguire. Il governo italiano, infatti, ha riconosciuto che il completamento di tutti gli adempimenti richiederà uno sforzo fuori dal comune.

Fonte: Openpolis.it