Stellantis: verranno valutate eventuali violazioni ai diritti del lavoro in Messico

Stellantis: verranno valutate eventuali violazioni ai diritti del lavoro in Messico

Ore 08.44 – Il governo messicano ha ammesso una richiesta di revisione proveniente dalla sua controparte statunitense su una presunta negazione dei diritti del lavoro in uno stabilimento della filiale locale del gruppo automobilistico italo-franco-statunitense Stellantis.

Se il caso contro Teksid Hierro de México andasse avanti, sarebbe la quarta denuncia di lavoro contro un’azienda straniera nel Paese dalla metà del 2020, quando è entrato in vigore il rinnovato accordo commerciale tra Messico, Stati Uniti e Canada (T-MEC).

«Il Ministero dell’Economia, a nome del Governo del Messico, ha inviato […] una comunicazione all’all’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti in cui indica che è stata accolta la richiesta di riesame pervenuta il 6 giugno, riguardante una presunta negazione della libertà di associazione e dei diritti di contrattazione collettiva presso lo stabilimento di Teksid Hierro de México, SA. de C.V., con sede a Frontera, nello Stato di Coahuila», afferma una nota.

«Sulla base di questa risposta, il ministero dell’Economia, in coordinamento con il ministero del Lavoro e della previdenza sociale e gli altri agenti coinvolti, esaminerà il caso per determinare se vi sia o meno una negazione dei diritti del lavoro in conformità con le disposizioni stabilite nel Trattato tra Messico, Stati Uniti e Canada (T-MEC)».

Teksid, che impiega quasi 1.500 persone e produce componenti in ferro per veicoli pesanti, è coinvolta dal 2014 in una disputa sindacale che secondo gli attivisti ha impedito ai lavoratori di essere rappresentati da un gruppo di loro scelta.

Stellantis —divenuto lo scorso anno il quarto gruppo automobilistico al mondo dopo la fusione tra Groupe PSA, produttore di Peugeot, e Fiat Chrysler Automobiles— gestisce altri sette stabilimenti in Messico.

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