M’illumino / d’immenso, 5º concorso di traduzione di poesia

M'illumino d'immenso, 5º concorso di traduzione di poesia

Ore 12.30 – È stato pubblicato il bando della quinta edizione di M’illumino d’immenso, il premio internazionale di traduzione di poesia dall’italiano in spagnolo —organizzato dai poeti Fabio Morabito (Messico) e Vanni Bianconi (Svizzera) assieme alla traduttrice Barbara Bertoni (Italia)— che mira a promuovere in altri Paesi la poesia italiana e svizzero-italiana.

Il concorso, creato nel 2018, inizialmente prevedeva solo lo spagnolo come lingua d’arrivo, ma quest’anno verranno indette anche la III edizione di “M’illumino d’immenso-arabo” e la I edizione per il tedesco.

Alla IV edizione di “M’illumino d’immenso-spagnolo” hanno partecipato traduttori residenti in 19 Paesi diversi.

La cerimonia di premiazione si terrà durante la XXII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

In Messico il concorso di quest’anno è stata convocato dall’Istituto Italiano di Cultura, l’Ambasciata Svizzera e il Laboratorio Trādūxit, con il patrocinio di Biblioteche di Roma.

Eccone le basi:

  1. Verrà premiata la migliore traduzione spagnola di due poesie in lingua italiana, una di un poeta italiano e l’altra di un poeta svizzero di lingua italiana.
  2. La selezione di entrambe le poesie è stata affidata ai poeti Fabio Morábito e Vanni Bianconi.
  3. I partecipanti devono tradurre le due poesie che si trovano alla fine di questo invito.
  4. Possono partecipare concorrenti da qualsiasi parte del mondo.
  5. I concorrenti dovranno inviare le proprie proposte di traduzione in un file Word (Times New Roman, 12 punti, doppia spaziatura) a milluminodimmenso.spagnolo@gmail.com con oggetto “Premio M’illumino / d’immenso 2022”. Il file contenente la traduzione deve essere denominato “Traduzione” e non deve includere dati dei partecipanti o note a piè di pagina alle traduzioni. In un file separato della stessa email, che si chiamerà “Dati personali”, dovranno essere inseriti i seguenti dati:

Cognome del padre
Cognome della madre
Nome
Data di nascita
Madrelingua
Cittadinanza
Paese di residenza
Telefono
E-mail
Medio attraverso il quale il partecipante è venuto a conoscenza del bando
(pagina web, social network o email, specificando il nome dell’istituzione)

  1. Il bando scade il 10 settembre 2022 alle 23:59 (GMT). Le proposte non saranno ricevute dopo tale data e ora.
  2. La giuria è internazionale ed è composta da un traduttore professionista e due traduttori-poeti di grande prestigio.
  3. Il nome del vincitore/vincitrice sarà reso noto entro e non oltre il 14 ottobre 2022 attraverso il sito web dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico (https://iicmessico.esteri.it/iic_messico/it/).
  4. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 21 ottobre 2022 alle 19:00 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, con sede a Francisco Sosa No. 77, Col. Villa Coyoacán, Alcaldía Coyoacán, Città del Messico, nell’ambito della XXII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Nel caso in cui le condizioni non lo consentano, la premiazione avverrà lo stesso giorno e alla stessa ora tramite Zoom.
  5. Il premio è composto da:
    a) 500 euro meno spese di bonifico;
    b) certificato di riconoscimento;
    c) una settimana di alloggio presso La Casa delle Traduzioni offerto da Biblioteche di Roma (non comprende il biglietto aereo e le spese di viaggio);
    d) pubblicazione delle traduzioni nei seguenti media: Periódico de Poesía (UNAM, México), Luvina (Universidad de Guadalajara, México), La otra (México), Vasos Comunicantes (España), Specimen. The Babel Review of Translations (Suiza) e Biblit. Idee e Risorse per Traduttori (Italia);
    e) un abbonamento annuale all’Associazione messicana dei traduttori letterari (Asociación Mexicana de Traductores Literarios A.C., Ametli).
  6. Sarà accettata una sola proposta di traduzione delle due poesie per concorrente.
  7. Non possono partecipare i vincitori delle precedenti edizioni.
  8. Il premio può essere dichiarato nullo.

Ci fosse stato il tempo
di trattenerla nella macchia
la giovane cerbiatta sarebbe ancora lì,
tranquilla, a brucare il dragoncello.
Se fosse stato bello la signorina al banco
ora sarebbe felicemente piena di rimorsi.
Fossero stati intarsi e non ferite
l’occhio s’atteggerebbe a stupore, non dolore.

Fossero state ore io non t’avrei
aspettato, ma è stato un secolo,
e di piogge, e dalle logge vedevo solo nebbia.
Nel dubbio son restato. La radio
gracchiava di guerre e terremoti e soli
azzurrati per colpa di ignote malattie.
Bui s’erano fatti intanto i corridoi
e dalla centralina tardavano a venire.

Tu mi conosci, non m’azzardavo
a uscire senza lume.

Finché un gran correre nel cielo
di greggi bianche e scure e lune con le piume
mi hanno indicato che c’è forma ma non traccia
per l’intero rompicapo. È allora che ho accettato
la ferita la cerbiatta morta
la malinconica barista sulla porta.

Il modo indicativo dello stare al mondo.

Quando non hai quello che ami
ama il reale che trascina a fondo

Franco Marcoaldi, A mosca cieca, Einaudi, 1992.

Di notte, nel bosco

Sei venuto di notte, a mostrare
la faccia splendente dell’amore.

Tu parli, e nel bosco
si fanno velluto le ombre
sotto gli occhi attenti delle civette.

Io guardo altrove, ma nel buio
si accende il ricordo ai filari d’uva
dove nel corso del lungo pomeriggio
i grappoli si sono inzuccherati al sole.

Tu ridi, e i tassi nel folto del bosco
si attestano in posizioni più sicure.

Al sole del caldo pomeriggio
le pigne crocchiando si sono spaccate,
io ho raccolto i pinoli
li ho ordinati in fila ad uno ad uno.

Tu guardi, e mille occhi si accendono,
sguardi inquieti posano su di te.

Io cerco una scusa, un’attenuante,
ma dalla memoria dilatata e scomposta
mi risponde un brusio indecifrabile.

Tu chiedi, e la tiepida notte
si strappa in nastri di lutto, ali
di grandi uccelli in fuga
sfrangiano l’aria, mentre
inesorabile mi possiede
il corpo vischioso del diniego.

Donata Berra, poema inédito.

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