Avviso dell’Ambasciata: «Vietato cedere il materiale elettorale a terzi»

Ore 04.58 – In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano indette per il 25 settembre 2022, l’Ambasciata d’Italia in Messico ha pubblicato un avviso rivolto agli elettori.

«Si rammenta che gli elettori all’estero possono votare per corrispondenza», si legge nel testo diffuso ieri.

«In base all’articolo 48 della Costituzione italiana, il voto è personale ed eguale, libero e segreto» —continua il comunicato, ed aggiunge— «ATTENZIONE: l’elettore ha l’obbligo di custodire personalmente il materiale elettorale inviatogli dall’Ambasciata o dal Consolato ed è assolutamente vietato cedere il materiale elettorale a terzi».

«Chi viola le disposizioni in materia incorre nelle sanzioni previste dalla Legge. L’art. 18 della L. 459/2001 dispone: “1. Chi commette in territorio estero taluno dei reati previsti dal testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, è punito secondo la legge italiana. Le sanzioni previste all’articolo 100 del citato testo unico, in caso di voto per corrispondenza, si intendono raddoppiate. 2. Chiunque, in occasione delle elezioni delle Camere e dei referendum, vota sia per corrispondenza che nel seggio di ultima iscrizione in Italia, ovvero vota più volte per corrispondenza è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 52 euro a 258 euro”».

Il comunicato fa parte di una campagna informativa coordinata dal ministero degli Esteri (MAECI) per ridurre i rischi di brogli nelle procedure relative al voto all’estero.

Dal MAECI assicurano che ogni rappresentanza diplomatico-consolare pone in atto controlli molto precisi: la consegna del materiale elettorale —spiegano— è effettuata direttamente da funzionari consolari alle tipografie incaricate della stampa dei plichi elettorali e ogni passaggio, dal processo di stampa all’imbustamento sino alla consegna al vettore postale è seguito dal personale delle sedi estere. Sul fronte delle spedizioni postali, il ministero chiarisce che queste sono, ovunque sia possibile, tracciate (ad esempio con codice a barre), e che le società locali hanno il dovere di restituire con la massima celerità quei plichi per cui il destinatario non risulta presente al momento della consegna o non è più residente all’indirizzo a suo tempo comunicato al consolato.

Il rischio principale in merito alla correttezza della procedura riguarda la segretezza del voto. Questa infatti, se garantita al momento dello spoglio da parte degli scrutinatori grazie alla presenza di buste distinte (una con la scheda elettorale e l’altra con il nome del votante) che rendono possibile l’anonimità dell’elettore, non è assicurata al momento del voto, che può avvenire ovunque e —di conseguenza— potenzialmente sotto gli occhi di tutti, aprendo così al rischio di traffico di voti, come è stato del resto denunciato a più riprese. Un rischio scongiurato quando si svolgono invece le elezioni europee: in questo caso, infatti, i seggi vengono allestiti dagli Uffici consolari, assicurando in tal modo la stessa segretezza garantita quando si esprime la propria preferenza votando in Italia.

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