
Ore 10.36 – L’Europa sta diventando una calamita sempre più potente per i cittadini messicani, attratti non più solo dagli Stati Uniti, ma dalla promessa di studi specialistici, crescita professionale e un migliore stile di vita nel Vecchio Continente. Tuttavia, questa “nuova ondata” di talenti e studenti mostra una preferenza geografica netta, che vede l’Italia ancora ai margini delle scelte migratorie.
Le statistiche dipingono un quadro chiaro: la Spagna si conferma la porta d’ingresso indiscussa, accogliendo la stragrande maggioranza dei flussi transatlantici.
Secondo dati recenti sui flussi migratori (fonte Forbes Mexico su dati 2024), circa l’1,3% dei messicani che espatriano sceglie la Spagna, mentre quote ancora più ridotte si dirigono verso altri lidi.
Se in terra iberica risiedono stabilmente decine di migliaia di cittadini della nazione azteca (le stime parlano di oltre 70.000 residenti), la comunità in Italia rimane una nicchia esigua, ferma storicamente tra le 5.000 e le 7.000 presenze.
Il divario è strutturale: mentre Madrid offre la sponda linguistica e una rapida omologazione dei titoli di studio, l’Italia presenta barriere d’ingresso più alte. Chi sceglie il Bel Paese lo fa spesso per ragioni accademiche o sentimentali, ma i numeri restano lontanissimi anche da quelli della Germania, che sta emergendo come polo attrattivo per ingegneri e professionisti (scelta dallo 0,7% dei nuovi espatriati).
Per ora, Roma resta una meta da sogno per le vacanze, ma non ancora una priorità per chi cerca nuove opportunità di vita a lungo termine.
Immagine: Jovanni Pérez/Infobae










