
Ore 07.49 – (milenio.com) La modernizzazione dell’Accordo Globale tra il Messico e l’Unione Europea permetterà di quintuplicare il valore del commercio tra Messico e Italia nei prossimi 10 anni, ha affermato il presidente della Camera di Commercio Italiana in Messico (CCIM), Lorenzo Vianello.
Secondo i dati della Banca del Messico (Banxico), nel 2025 l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha raggiunto un valore di 11.066,8 milioni di dollari, con un deficit per il Messico di 8.277 milioni.
In un’intervista al quotidiano Milenio, Vianello ha spiegato che l’aggiornamento dell’accordo rappresenta un passo strategico per rafforzare non solo il commercio bilaterale, ma anche la cooperazione politica, scientifica, accademica e culturale tra il Messico e l’Europa.
«Fin dall’inizio, questo accordo è stato concepito come una modernizzazione a vantaggio di tutte le parti. Non si tratta solo di eliminare i dazi, ma di costruire una relazione più ampia e solida», ha espresso.
L’imprenditore ha sottolineato che questo nuovo quadro commerciale assume rilevanza in un contesto in cui le aziende europee cercano maggiori certezze e nuove piattaforme per espandersi verso il Nord America.
In questo scenario, ha evidenziato che il Messico è diventato un partner prioritario per l’Italia in America, posizionandosi come il suo secondo mercato commerciale nella regione, dietro solo agli Stati Uniti e persino al di sopra del Brasile.
Vianello ha spiegato che, sebbene Brasile e Argentina abbiano una forte eredità italiana, il dinamismo dell’economia messicana ha aumentato il peso commerciale del Paese per l’Italia.
Il presidente della CCIM ha sostenuto che uno dei principali punti di forza della relazione bilaterale è che l’Italia esporta principalmente macchinari e attrezzature industriali verso il Messico, il che contribuisce a rafforzare la capacità manifatturiera nazionale.
«L’Italia non esporta principalmente beni di consumo, ma macchinari per l’industria, il che permette al Messico di essere sempre più efficiente», ha segnalato.
Inoltre, ha ritenuto che il settore agroindustriale messicano sarà uno dei grandi beneficiari della modernizzazione dell’accordo, grazie all’esperienza italiana nella trasformazione delle materie prime e nella generazione di valore aggiunto.
A questo proposito, ha affermato che il Messico ha l’opportunità di evolvere verso modelli di esportazione con un maggiore contenuto industriale.
«Invece di esportare solo avocado negli Stati Uniti, si potrà vendere guacamole. Questo cambia completamente il modello di esportazione», ha commentato.
Come esempio, ha menzionato prodotti come caffè, cioccolato e pomodoro, le cui origini sono legate al Messico, ma che l’Italia esporta con un alto valore aggiunto dopo averli lavorati industrialmente.
Ha ritenuto che, con il trasferimento tecnologico e i macchinari italiani, il Messico potrebbe commercializzare prodotti finiti con un valore fino a dieci volte superiore a quello delle materie prime.
Allo stesso modo, ha sottolineato che i prodotti messicani come tequila, pomodori e avocado hanno un ampio potenziale di crescita nel mercato europeo, in particolare nei segmenti premium, dove esiste un’alta domanda per prodotti di qualità.
«Il Messico oggi è un Paese di moda. Vendere un prodotto con una buona immagine e un’alta qualità può generare una crescita molto importante», ha assicurato.
Per quanto riguarda gli investimenti esteri, Lorenzo Vianello ha segnalato che la firma dell’accordo modernizzato offrirà maggiore sicurezza alle aziende italiane interessate a stabilirsi o espandersi in Messico, sebbene abbia avvertito che esistono ancora ostacoli operativi che colpiscono principalmente le piccole e medie imprese europee.
Ha indicato che, sebbene il Messico disponga di normative solide e di alto livello, persistono problemi nelle procedure e nelle pratiche amministrative.
«Il Messico ha regole molto ben costruite, ma quando si arriva allo sportello e alla pratica operativa c’è poca chiarezza», ha esposto.
Per esemplificare queste difficoltà, ha citato il caso del settore dei vini e dei liquori, dove le nuove regole sui contrassegni per l’Imposta Speciale sulla Produzione e sui Servizi (IEPS) affrontano ritardi a causa di guasti tecnologici e lentezze nelle autorizzazioni, il che provoca il fermo delle merci alle dogane.
Ha aggiunto che anche industrie come quella farmaceutica, dei dispositivi medici, alimentare, delle bevande e dell’energia affrontano ritardi nei permessi e nei processi amministrativi.
Riguardo al settore sanitario, ha spiegato che l’industria italiana è composta principalmente da PMI familiari di seconda e terza generazione, specializzate in nicchie di alta qualità e tecnologia.
Ha affermato che una delle principali opportunità per queste aziende consiste nel passare dall’esportazione alla produzione manifatturiera locale in Messico, utilizzando il Paese come piattaforma strategica per collegare l’Europa con il Nord America, il Sud America e l’Asia.
Infine, Vianello ha sottolineato che la CCIM cerca di facilitare i legami tra le aziende messicane e italiane per promuovere relazioni commerciali a lungo termine e sfruttare il potenziale di crescita dell’interscambio bilaterale.
Foto: milenio.com











