L’Italia candida il presepe a patrimonio Unesco

L'Italia candida a patrimonio Unesco il presepe / Foto: souvenirdicomacchio.com

Ore 12.40 – (ANSA) La Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha deciso, su proposta del ministero della Cultura, di presentare all’Unesco tre nuove candidature per l’iscrizione a patrimonio culturale immateriale.

Sono il presepe, l’appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino.

Lo afferma una nota del ministero della Cultura.

La candidatura Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l’arte di crearlo valorizza «la creatività artistica, l’artigianato e la spiritualità popolare delle comunità presepiali, con contributi dell’Associazione Italiana Amici del Presepio e dei luoghi simbolo di Greccio e Assisi».

L’iniziativa, promossa dall’Italia con la partecipazione di Spagna e Uruguay, acquista un significato particolare nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. La tradizione del presepe, ha dichiarato il ministro Giuli, è «un elemento qualificante della identità culturale italiana, un collante sociale per le nostre comunità e una testimonianza eccelsa dell’artigianato artistico tradizionale».

La candidatura nazionale Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella racconta «la tradizione dell’appassimento delle uve e il legame profondo tra comunità, paesaggio e cultura produttiva». Il dossier, destinato anch’esso alla Lista rappresentativa, è frutto della collaborazione tra Snodar, il Consorzio dei vini della Valpolicella e istituzioni accademiche.

L’Italia partecipa inoltre alla candidatura multinazionale Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità, coordinata dalla Svizzera con la partecipazione di Francia e Slovenia, «per il Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia. L’iniziativa raccoglie pratiche alimentari tradizionali delle comunità alpine e rappresenta un modello virtuoso di collaborazione internazionale per la tutela e la trasmissione dei saperi locali».

Foto: souvenirdicomacchio.com

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