Alla ricerca delle navi di Colombo, l’Unesco indaga nei Caraibi

Alla ricerca delle navi di Colombo, l'Unesco indaga nei Caraibi / Immagine: laviejaespaña.es

Ore 12.58 – Una missione internazionale dell’Unesco, con la partecipazione di Spagna e Repubblica Dominicana, ha individuato oltre 40 anomalie nel fondale della baia de La Isabela. Quest’insenatura, situata sulla costa settentrionale del Paese caraibico e affacciata sull’Atlantico, ospitò il primo insediamento permanente spagnolo in America, fondato nel 1493. Le esplorazioni condotte nel 2024 e nel 2026 hanno fornito esiti incoraggianti, gettando le basi per l’eventuale scoperta di antichi galeoni legati al secondo viaggio di Cristoforo Colombo o a relitti risalenti ai secoli XVI e XVIII.

A inizio 2027 si riunirà una commissione mista ispano-domenicana per definire i finanziamenti delle operazioni archeologiche. Alejandro Gumá Ruiz, ufficiale della Cultura dell’ufficio regionale dell’Unesco all’Avana, ha spiegato che le irregolarità rilevate «possono essere riconducibili o meno alla presenza di patrimonio culturale subacqueo, il che è possibile determinare solo nella fase di scavo». I futuri ritrovamenti, soggetti alla Convenzione del 2001 — il trattato internazionale promosso dall’agenzia dell’Onu e sottoscritto dagli Stati membri per la salvaguardia dei reperti storici sommersi —, verrebbero conservati nel loro ambiente originario e potrebbero rafforzare la candidatura de La Isabela a Patrimonio Mondiale.

Il progetto mira inoltre a combattere i rischi legati ai cambiamenti climatici e all’acidificazione dei mari. Anne Lemaistre, direttrice della sede regionale dell’Unesco e rappresentante per Cuba, Repubblica Dominicana e Venezuela, ha sottolineato il valore del lavoro di squadra affermando che «questa iniziativa sta rafforzando le capacità nazionali domenicane per la generazione di conoscenza scientifica, la preservazione in situ di tale patrimonio e la sua gestione sostenibile».

Immagine: laviejaespaña.es

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