Magdalena de Kino, l’eredità messicana di padre Eusebio Chini

Magdalena de Kino, l'eredità messicana di padre Eusebio Chini / Foto: milenio.com

Ore 09.04 – Magdalena de Kino è un Pueblo Mágico —un riconoscimento assegnato dal governo messicano alle località che preservano un eccezionale patrimonio storico, architettonico e culturale— situato nello stato di Sonora, dove il passato si fonde con la quotidianità. Le piazze e gli edifici d’epoca conservano le tracce degli insediamenti coloniali, mentre le ricorrenze sacre e la gastronomia mantengono vive antiche usanze. Dalla Plaza Monumental è possibile esplorare a piedi il cuore urbano e ammirare i tesori architettonici cittadini, tra cui spiccano il Colegio Coronel Juan Fenochio e la Casa del Ministro de Guerra.

Il fulcro spirituale della cittadina è il Templo de Santa María, che ospita il mausoleo con i resti di Eusebio Francesco Chini. Nato a Segno, in Trentino, il gesuita è celebre in Messico come padre Kino, nome che battezza la località stessa. L’adattamento del cognome in «Kino» fu adottato dal religioso per preservare la fonetica dura dell’italiano ed evitare equivoci linguistici in spagnolo, lingua in cui la pronuncia di «Chini» avrebbe ricordato il termine chino (cinese o persona dai capelli ricci). Il missionario fu un instancabile evangelizzatore e cartografo che operò nella Pimería Alta, vasta regione oggi divisa tra il nord del Messico e il sud degli Stati Uniti. Oltre a fondare 24 missioni, realizzò opere intellettuali di assoluto rilievo, elaborando mappe dettagliate che dimostrarono la natura peninsulare della Bassa California, fino ad allora ritenuta un’isola. A livello materiale, introdusse tecniche agricole inedite e l’allevamento del bestiame, trasformando radicalmente l’economia locale. Per approfondire tale lascito, l’omonimo museo illustra la sua biografia e lo sviluppo dell’allora Nuova Spagna.

L’atmosfera del borgo muta durante le Fiestas de Octubre, l’evento più partecipato dell’area. A cavallo tra settembre e ottobre, migliaia di fedeli giungono per onorare San Francisco Javier, il santo patrono delle missioni la cui devozione fu introdotta e diffusa proprio da padre Kino. Le celebrazioni, il cui culmine ricade il 4 del mese, vantano radici lontane: dopo la scomparsa dell’italiano nel 1711, le popolazioni indigene iniziarono a recarsi sul posto per venerare la figura del santo e, al contempo, omaggiare la memoria del missionario che l’aveva fatta conoscere. Oggi molti pellegrini affrontano lunghi viaggi a piedi per mantenere un voto o chiedere salute per i propri cari, unendo di fatto la devozione per il patrono al ricordo del gesuita trentino.

Durante l’autunno le strade si animano grazie all’artigianato e all’offerta culinaria tipica sonorense, caratterizzata da tortillas di farina, carne machaca e dolci tradizionali come le coyotas. Spingendosi oltre il perimetro urbano, i dintorni svelano complessi archeologici di spicco come il Cerro de Trincheras. Questo sito precolombiano vanta oltre 900 terrazzamenti, testimoniando la ricchezza di un territorio in cui epoche diverse convivono armoniosamente.

Foto: milenio.com

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