
Ore 08:01 – Il Gran Premio del Messico 2026 rappresenta una delle sfide tecniche più complesse per i sistemi frenanti delle monoposto di Formula 1. All’interno dell’Autódromo Hermanos Rodríguez, la combinazione di zone di frenata impegnative, alte temperature e una minore densità dell’aria dovuta all’altitudine costringe le scuderie a prestare massima attenzione al controllo termico. Il tracciato messicano, lungo 4.304 metri, presenta tre sezioni di frenata estreme in cui i dischi e le pastiglie possono superare i 1.100 gradi centigradi. Tali condizioni impongono una gestione precisa del raffreddamento per preservare le prestazioni e l’affidabilità dell’impianto durante l’intera competizione, bilanciando l’aerodinamica con la necessità di abbassare le temperature.
A differenza di altri circuiti, l’altitudine di Città del Messico ostacola significativamente la dissipazione del calore generato dalle decelerazioni. Per rispondere a questa criticità, Brembo ripropone il sistema antitrascinamento introdotto nella passata stagione. Questo dispositivo, equipaggiato con un meccanismo a molla e installato sulla pinza, mantiene le pastiglie lievemente distanziate dal disco nei tratti rettilinei. Riducendo il contatto involontario tra i componenti, si abbassa la coppia residua di resistenza e si limitano le perdite di energia, consentendo alla vettura di mantenere velocità più elevate con maggiore efficienza. La tecnologia previene inoltre l’usura inutile dei materiali e stabilizza l’impianto quando non è sotto sforzo.
Le innovazioni introdotte dall’azienda all’inizio del 2026 includono nuove pinze freno dotate di un massimo di otto pistoni e quattro pastiglie, concepite per garantire costanza di rendimento in tutto il campionato. Nel contesto messicano, il design gioca un ruolo centrale nella gestione del calore: le pinze sono provviste di alette e perni distribuiti sul corpo per incrementare la superficie di scambio termico. Pistoni speciali dotati di fori dedicati limitano poi il trasferimento di calore dalle pastiglie alla pinza, garantendo una risposta del pedale sempre omogenea e un’azione efficace fino alla bandiera a scacchi.
In qualità di fornitore esclusivo di pinze freno e della quasi totalità dei materiali d’attrito per tutte le scuderie della griglia, lo sviluppo ingegneristico di Brembo nel motorsport si inserisce nella visione del gruppo che opera con il fine di «Plasmare un futuro a zero incidenti». L’azienda, fondata nel 1961 a Bergamo e quotata alla Borsa di Milano, conta oggi 16.000 dipendenti distribuiti in 18 nazioni e ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi totali pari a 3,7 miliardi di euro, continuando a ottimizzare la sicurezza per affrontare le condizioni più estreme dei circuiti internazionali.
Foto: rmcmotori.com










