I kiwi del Bel Paese alla conquista del Messico

I kiwi del Bel Paese alla conquista del Messico / Foto: ilromagnolo.info / Shutterstock

Ore 13.40 – L’Italia è uno dei principali produttori mondiali di kiwi, terza a livello globale dopo la Cina e la Nuova Zelanda. Con una produzione annua che si attesta intorno alle 300mila tonnellate, l’esportazione rappresenta un pilastro del settore ortofrutticolo nazionale. Gran parte del raccolto, proveniente da regioni come Lazio, Piemonte ed Emilia-Romagna, è destinata ai mercati esteri. Tra i nuovi orizzonti commerciali spicca il Messico, divenuto una meta concreta grazie a un accordo chiave.

L’apertura è avvenuta nel maggio del 2019, a conclusione della procedura di consultazione pubblica presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. In quell’occasione è stato siglato un protocollo tra il Servizio Fitosanitario Centrale del ministero dell’Agricoltura italiano e le competenti autorità messicane, ovvero il Senasica (Servicio Nacional de Sanidad, Inocuidad y Calidad Agroalimentaria), ente tecnico che opera sotto l’egida della Secretaría de Agricultura y Desarrollo Rural (Sader). L’intesa ha segnato la fine di un lungo percorso negoziale avviato con le ispezioni tecniche del 2016 nei campi italiani.

Dopo la firma, i consorzi italiani hanno avviato le prime spedizioni marittime. Se le quantità complessive esportate nel mondo superano le centinaia di migliaia di tonnellate, i dati di vendite dirette specificamente verso il Messico sono ancora in fase di crescita iniziale, ma i produttori puntano a consolidare volumi sempre più rilevanti nel prossimo futuro. La distribuzione nel Paese latinoamericano si appoggia alla grande distribuzione organizzata. Le aziende italiane si interfacciano con le catene di supermercati e i mercati all’ingrosso, come la Central de Abasto della capitale, per collocare il prodotto. Inoltre, per evitare la mancanza di offerta legata a questioni stagionali, i grandi consorzi italiani hanno stretto accordi strategici e alleanze con altri produttori latinoamericani (in primis aziende cilene). In questo modo, alternando i raccolti dei due emisferi, riescono a garantire ai supermercati messicani una fornitura ininterrotta per tutti i dodici mesi dell’anno.

Il Messico richiede frutti di prima scelta e di grosso calibro. Per l’Italia la priorità è mantenere un prezzo competitivo nonostante gli oneri logistici. Come evidenziato nel dicembre del 2019 da Alessandro Zampagna, direttore del consorzio Origine Group, in occasione della partenza dei primissimi container verso oltreoceano, «la partita italiana adesso si gioca tutta sulle quotazioni», puntando a fidelizzare i distributori per garantire una presenza duratura del prodotto europeo.

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