
Ore 06.52 – In Messico, arriva al Teatro Metropolitano di Querétaro —i prossimi 24 e 25 giugno— l’opera Sofia y los sortilegios. L’iniziativa, strutturata come una tournée destinata a toccare diverse città della Repubblica messicana fino al 2027, nasce dalla collaborazione strutturale tra professionisti italiani e locali.
Il progetto artistico porta sul palcoscenico un organico numeroso. Il cast comprende un’orchestra sinfonica di 70 elementi, 12 cantanti lirici, 10 artisti circensi, 8 burattinai e una voce recitante. La direzione musicale è affidata al maestro italiano Leonardo Gasparini, mentre la regia teatrale è firmata dal regista messicano Luis Manuel Aguilar Farías.
La rappresentazione si sviluppa attraverso l’intreccio di due celebri opere di Maurice Ravel —il Bolero e L’enfant et les sortilèges— e di una composizione inedita per orchestra e voce recitante, scritta dal maestro Eduardo Soto Millán su commissione del produttore italiano Fabio Caselli. Dal punto di vista tecnico, l’allestimento si avvale del supporto multimediale, con proiezioni visive trasmesse dal vivo su uno schermo cinematografico.
L’organizzazione gestionale si discosta dai modelli di importazione tradizionali, puntando a sviluppare i progetti direttamente nel territorio di destinazione. In ogni città inserita nel circuito, la produzione impiega orchestre locali e professionisti operanti in Messico. Dopo la prima rappresentazione svoltasi ad Aguascalientes nel mese di novembre 2025, il calendario delle esibizioni proseguirà coinvolgendo i teatri di Puebla, Morelia e Guadalajara.
L’operazione è frutto di una prolungata sinergia con le istituzioni pubbliche del Paese. «Stiamo lavorando dal 2022 con il governo federale e con quelli statali e locali per produzioni d’opera originali e con titoli importanti, però difficilmente presenti nei cartelloni messicani», ha spiegato Caselli. «Mettiamo in scena» —ha aggiunto— «progetti di alto livello che mai prima d’ora rappresentanti di un Paese straniero avevano realizzato in Messico. Non importiamo, cioè, produzioni dall’Italia, ma le realizziamo direttamente in loco, lavorando con artisti, tecnici, amministrazioni e imprese messicane e italiane, favorendo l’incontro di culture e professionalità di entrambe le nazioni».
Sia la direzione artistica che la produzione sono di matrice italiana, ma l’integrazione con le risorse messicane rimane l’asse portante dell’intero tour. «L’arte e la cultura sono gli strumenti più poderosi per la costruzione di una cultura della pace ed è quello l’obiettivo principale del nostro lavoro in Messico», ha concluso.
Immagini: Fabio Caselli Productions












