Sistema di ingresso/uscita in Europa: una guida per chi viaggia dal Messico

Sistema di ingresso/uscita in Europa: una guida per chi viaggia dal Messico / Foto: www.tourissimo.travel

Ore 08.15 – Il panorama dei viaggi verso l’Unione Europea è stato trasformato dall’entrata in vigore dell’Entry/Exit System (EES). Non si tratta di un visto di ingresso, ma di un sistema informatico automatizzato attivo dal 12 ottobre 2025 che registra i viaggiatori provenienti da Paesi terzi, sostituendo i timbri sul passaporto con dati biometrici.

Attualmente, ci troviamo nel pieno del “periodo transitorio” di sei mesi previsto da Bruxelles per permettere un adattamento graduale delle infrastrutture: sebbene il sistema sia tecnicamente operativo in tutti i valichi di frontiera aerea, terrestre e marittima dei 29 Paesi europei aderenti (l’area Schengen più Cipro), i controlli stanno seguendo una curva di intensità crescente.

In questa fase, che ci vede a metà del percorso nel gennaio 2026, le guardie di frontiera hanno la facoltà di processare una percentuale variabile di passeggeri tramite EES, con l’obiettivo di raggiungere l’obbligatorietà del 100% dei controlli biometrici entro la scadenza definitiva del 10 aprile 2026.

I viaggiatori che arrivano alle frontiere esterne devono ora prestare attenzione alla segnaletica che indica i “sistemi self-service” o i chioschi digitali, dove dovranno scansionare il passaporto e registrare volto e impronte digitali prima di presentarsi al gabbiotto dell’agente.

Per informazioni dettagliate, è possibile consultare il portale dell’Ambasciata d’Italia in Messico all’indirizzo https://ambcittadelmessico.esteri.it/it/news/dall_ambasciata/2025/12/il-12-ottobre-2025-e-entrato-in-vigore-lentry-exit-system-ees/

L’impatto di queste misure varia sostanzialmente per chi risiede in Messico a seconda della cittadinanza posseduta. Nello specifico, per i cittadini italiani residenti in Messico (anche se iscritti AIRE), l’EES non si applica: in quanto cittadini UE, essi continuano a utilizzare i varchi automatizzati (e-gates) o le corsie preferenziali senza dover fornire dati biometrici né sottostare al conteggio dei giorni di permanenza.

Diversa è la situazione per i cittadini di altre nazionalità residenti in Messico (ad esempio cittadini messicani o statunitensi residenti nel Paese): per loro l’EES è ora una tappa obbligata. Al primo ingresso in Europa durante questo periodo transitorio o successivamente, dovranno effettuare la registrazione biometrica completa che resterà valida per tre anni, permettendo alle autorità di calcolare automaticamente il rispetto della regola dei “90 giorni su 180” ed evitare il rischio di superare involontariamente i limiti di permanenza consentiti.

Foto: www.tourissimo.travel

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