
Ore 07.52 – Le ultime prospettive economiche dell’Ocse delineano un rallentamento per le economie di Italia e Messico nel 2026, condizionate dall’instabilità geopolitica e dalle pressioni inflazionistiche.
Per l’Italia, l’organizzazione prevede una crescita del Prodotto interno lordo assestata allo 0,5%. Questo andamento risente «del nuovo shock sui prezzi energetici che pesa sul consumo delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni».
L’aumento dei costi dell’energia ha spinto l’inflazione al 2,8% ad aprile, cancellando la progressione dei salari reali e intaccando la fiducia degli operatori.
Nonostante elementi positivi, come gli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza e l’effetto temporaneo dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina sui servizi, il Paese resta esposto alle tensioni in Medio Oriente. La manifattura italiana risente infatti della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili che transitano da rotte sensibili come lo Stretto di Hormuz.
Parallelamente, l’Ocse ha ridotto la stima di crescita per il Messico allo 0,8%, rispetto al precedente 1,3%.
L’attività economica locale sarà trainata principalmente dalla domanda interna e dal consumo privato, sostenuti da una disoccupazione ai minimi. Tuttavia, l’investimento strutturale rimane limitato da una diffusa incertezza.
L’inflazione messicana ha toccato il 4,5% ad aprile, a causa dei rincari nei servizi e nei prodotti alimentari, nonostante gli sforzi governativi sui combustibili.
L’impatto della crisi mediorientale si avverte per vie indirette, legandosi al potenziale rallentamento degli Stati Uniti e al rialzo dei costi dei fertilizzanti. Per stimolare la produttività nel lungo periodo, l’istituto raccomanda di attuare un quadro fiscale stabile e di incrementare le entrate pubbliche.
Infine, una rapida soluzione delle trattative commerciali per il trattato con Stati Uniti e Canada potrebbe fornire un impulso superiore al previsto a investimenti ed esportazioni.
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