Il CGIE diffonde la storia della rappresentanza degli italiani all’estero

Il CGIE diffonde la storia della rappresentanza degli italiani all’estero / Immagine: X @voceditalia

Ore 06.17 – Nell’ambito delle celebrazioni per l’80ª Festa della Repubblica, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) richiama l’attenzione sull’importanza storica, civile e democratica della tutela dei cittadini italiani nel mondo, elemento essenziale per consolidare gli ideali di unità nazionale e riconoscere pienamente l’apporto delle comunità italiane oltre confine.

A tale argomento è dedicato il dossier Il lungo percorso della rappresentanza degli italiani all’estero, redatto dalla Vicesegretaria generale del CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei, Silvana Mangione, e illustrato durante i lavori dell’Assemblea plenaria svoltasi lo scorso 15 maggio. Il testo ricostruisce, con rigore e memoria istituzionale, le tappe che hanno condotto alla nascita degli organismi di garanzia per le collettività espatriate, fino alla creazione del Consiglio stesso e all’ottenimento del diritto di voto per i residenti fuori dalla Penisola.

L’analisi evidenzia come la partecipazione politica della diaspora non sia il frutto di un atto improvviso, bensì l’esito di una lunga e complessa maturazione: dalle prime disposizioni della legge consolare del 1866, attraverso le Conferenze sull’emigrazione e il ruolo propulsivo del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, organo previsto dalla Costituzione con funzioni consultive per le Camere e il Governo su materie economiche, sociali e del lavoro), passando per la fondazione dei Comitati dell’Emigrazione, fino ad arrivare alla norma istitutiva del CGIE del 1989 e alla successiva conquista delle urne.

Nel corso dei decenni, gli emigrati italiani hanno saputo custodire lingua, cultura, memoria e senso di appartenenza, accrescendo il prestigio dell’Italia e mantenendo vivo un legame profondo con il Paese d’origine. Sotto questo aspetto, i cittadini residenti all’estero costituiscono una componente imprescindibile della nazione: non una realtà periferica, ma una parte integrante dello Stato, capace di amplificarne la proiezione globale e lo stesso spirito unitario.

La ricorrenza del 2 giugno evoca annualmente i principi fondativi della democrazia italiana: partecipazione, cittadinanza, diritti, responsabilità e coesione. Il CGIE rimarca che simili ideali trovano piena espressione anche nelle vicende vissute oltreoceano e in Europa, da donne e uomini che hanno partecipato, con il lavoro e l’attivismo associativo, culturale e civile, all’edificazione di un Paese più ampio, plurale e radicato a livello internazionale.

Lo studio rappresenta perciò un tassello prezioso per la memoria collettiva e invita a considerare la delega elettorale non solo come un meccanismo istituzionale, ma quale conquista democratica da proteggere, rinvigorire e attualizzare.

In questa cornice celebrativa, l’organismo di consulenza ribadisce la propria dedizione affinché la rete mondiale degli italo-discendenti continui a essere ascoltata, valorizzata e coinvolta nelle decisioni che riguardano il domani dell’Italia e della sua influenza estera. Le vicende legate ai diritti politici dell’emigrazione italiana appartengono, a pieno titolo, agli annali della Repubblica.

Questo il link alla relazione: https://www.cgieonline.it/wp-content/uploads/2026/06/Mangione.pdf

Immagine: X @voceditalia

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