Messico terra di successi azzurri: Antonelli si unisce alla lista

Messico terra di successi azzurri: Antonelli si unisce alla lista / Foto: gazzetta.it

Ore 05:20 – Città del Messico si conferma un palcoscenico d’eccezione per lo sport tricolore. Dopo aver ospitato imprese storiche rimaste impresse nella memoria collettiva, la capitale del Paese nordamericano ha fatto da cornice a un nuovo capitolo dell’automobilismo italiano. Andrea Kimi Antonelli, a soli 20 anni, ha conquistato il titolo iridato di Formula 1 al termine del Gran Premio disputato sul circuito Hermanos Rodríguez. L’impresa lo rende il più giovane campione del mondo nella storia della competizione, polverizzando il precedente primato di Sebastian Vettel, e riporta l’Italia sul tetto della categoria regina 73 anni dopo le vittorie di Giuseppe Farina e Alberto Ascari.

Per garantirsi la certezza matematica del trionfo finale è bastato un terzo posto alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton, culmine di una stagione vissuta da assoluto protagonista con 16 podi complessivi. La stampa internazionale e gli appassionati hanno subito accostato la vittoria del pilota bolognese ad altre due pietre miliari siglate proprio nel Paese nordamericano. Il pensiero va inevitabilmente al record mondiale sui 200 metri piani stabilito da Pietro Mennea nel 1979 e al primato dell’ora di ciclismo firmato da Francesco Moser nel 1984, risultati entrambi favoriti dall’altitudine di oltre 2000 metri che caratterizza la metropoli.

Proprio Moser ha voluto omaggiare il giovane pilota ricordando il suo legame indissolubile con questa terra: «Kimi, la bicicletta che vedi alle mie spalle è quella con cui stabilii il record dell’ora qui a Città del Messico nel 1984. Da allora sono trascorsi tanti anni, mentre tu sei riuscito a sorprenderci in pochissimo tempo con le tue vittorie». Anche Jannik Sinner, legato ad Antonelli da una stretta amicizia, si è unito alle celebrazioni evidenziando il proprio stupore per la portata dell’evento: «Kimi cosa sei riuscito a fare? Complimenti per il tuo primo titolo mondiale».

L’eco del successo messicano ha raggiunto anche le massime istituzioni italiane. La presidente del Consiglio ha sottolineato l’importanza del risultato tricolore: «Un successo che riporta un pilota italiano sul tetto del mondo, premiando talento, impegno, determinazione e dedizione. Un motivo di grande orgoglio per la nostra Nazione». Al termine di una giornata che consolida il sodalizio vincente tra l’Italia sportiva e il Messico, Antonelli ha infine liberato tutta la tensione accumulata nei mesi precedenti, descrivendo il proprio stato d’animo con una dichiarazione essenziale ma emblematica: «Che voglia di piangere ho».

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