Messico, diplomazia su due ruote per la Giornata dello Sport Italiano

Messico, diplomazia su due ruote per la Giornata dello Sport Italiano / Foto: Ambasciata d'Italia in Messico

Ore 17:27 – Si è svolta all’istituto Italiano di Cultura di Città del Messico la Giornata dello Sport Italiano nel Mondo, un’iniziativa di diplomazia sportiva lanciata dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme al ministero per lo Sport e i Giovani e al Comitato Olimpico Nazionale (Coni). L’obiettivo della manifestazione è valorizzare le eccellenze italiane e promuovere lo sport come efficace strumento di dialogo internazionale.

L’evento, dedicato in questa occasione al mondo del motociclismo, ha visto la partecipazione di figure istituzionali, campioni delle due ruote e vertici aziendali, ed è stato arricchito da un’esposizione di moto italiane nel chiostro della struttura.

In rappresentanza dell’Ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, ha preso la parola Valentina Valente, responsabile dell’Ufficio Economico-Commerciale dell’Ambasciata.

Nel suo intervento, Valente ha rimarcato la funzione educativa delle discipline agonistiche, definendole un elemento essenziale per la formazione delle nuove generazioni. «Lo sport insegna a trionfare attraverso il sacrificio e, senza rinunce e impegno, è impossibile conseguire niente di importante», ha affermato, aggiungendo che la pratica sportiva «esige cooperazione, aiuto reciproco, spirito di squadra, disciplina personale, rispetto delle regole, tolleranza e inclusione».

Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Gianni Vinciguerra, nel dare il benvenuto agli studenti e ai docenti presenti, ha spiegato il legame profondo tra la sua istituzione e il tema dell’incontro. «Quando pensiamo a una motocicletta, pensiamo a velocità, rumore, adrenalina, curve, competizioni, o semplicemente a quanto sarebbe divertente passeggiare per Coyoacán con una Vespa», ha esordito Vinciguerra, per poi chiarire perché si parli di motori in un centro dedicato alle discipline umanistiche. «La cultura non è solo nei libri, nei musei, nei film o nelle opere d’arte. Cultura è anche il modo in cui, come società, ci riconosciamo, condividiamo passioni, creiamo simboli, trasmettiamo valori e costruiamo insieme una memoria comune. Quindi sì, lo sport è cultura», ha sottolineato.

L’impatto culturale e ingegneristico italiano è stato ulteriormente approfondito da Daniel Konrad, Country Manager di Ducati Messico, che ha ripercorso i 100 anni di storia della celebre casa di Borgo Panigale. Konrad ha illustrato l’evoluzione tecnologica e globale del marchio, fondato nel 1926, che partendo dalla produzione di componenti radiofonici è riuscito a trasformarsi in un’icona inconfondibile del design e della competizione ai massimi livelli, conquistando vittorie storiche e appassionando milioni di tifosi in oltre 90 Paesi.

La giornata ha offerto inoltre l’opportunità di un confronto diretto con i protagonisti dei circuiti, grazie a una tavola rotonda moderata da Francesco Careri, vice direttore generale della Camera di Commercio Italiana in Messico. Hanno condiviso le loro esperienze la pilota italo-messicana Nicole Zanco e il messicano Abraham García. Zanco, che corre con il numero 89, ha ricordato l’emozione delle sue prime gare e ha evidenziato le difficili rinunce necessarie per eccellere nelle competizioni agonistiche, dalla limitazione della vita sociale a una rigorosa disciplina personale quotidiana. García, in pista con il numero 72, ha posto l’accento sull’importanza cruciale della preparazione psicologica nel gestire i rischi intrinseci dell’alta velocità, evidenziando come la passione per i motori richieda un delicato e costante equilibrio tra coraggio, profonda consapevolezza e continuo superamento dei propri limiti.

Foto: Ambasciata d’Italia in Messico

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